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CARTOLINA*

Primo piano di Andrea Barbato
"L' Italia ritratta nelle Cartoline è abitata da un ceto politico mediocre e furbesco, parolaio e incolto… Mi auguro che si senta la presenza, come grande coro silenzioso, di una popolazione che continua a sperare nel meglio, sia pure per strade sempre incerte e tortuose".
Un saluto da Andrea Barbato.


Finiva così, garbatamente, ogni sera. E ogni sera le sue parole misurate, ma dense, lasciavano il segno. Aveva trovato una misura perfetta, Andrea Barbato, in questa quotidiana finestra piccola ma “ accesa”. Proprio perché poco addomesticabile, autorevole e creativa, inopinatamente un giorno “si” decise di chiuderla! Inauguriamo nel segno della libertà di espressione e ricordando, con affetto, Cartolina e il suo Autore,questo nostro spazio di Partecipazione. Per approfondire Pensieri, segnalare Eventi, per Comunicare.


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Autorizzo al trattamento dei miei dati personali ai sensi del D. L. 30 giugno 2003 n. 196
Caro spettatore,e cara spettatrice di Cartolina*,
da quasi un anno, dalle prime battute di Tangentopoli, questa Cartolina ha dovuto spesso assumere un tono grave, preoccupato, talvolta drammatico e inquisitorio.
Stasera, vorremmo cambiare umore, e manifestare ottimismo: i fatti ci diranno se ci sbagliamo.
Ottimismo su che? Sulla sorte della vita politica italiana, addirittura. Già, perché ora si comincia a intravedere il fondo del barile.
Ora si comincia a capire cosa bisogna fare per ottenere quel risanamento morale che una gran parte dell'opinione pubblica chiede, o di cui ha bisogno anche se talvolta non lo sa.
Siamo scesi così in basso che non possiamo fare a meno di risalire. Ora non c'è più bisogno di smarrirsi in labirinti giudiziari, in sottili distinzioni, in arrischiati salvataggi.
Né si deve più tener conto di quell'obiezione ricattatoria secondo la quale mettere sotto accusa il sistema significa rovesciare le fondamenta della democrazia.
No, le fondamenta sono già rovesciate, e ora forse capiamo che cosa dobbiamo fare per riparare agli immensi danni - danni di guerra addirittura - causati da quasi mezzo secolo di mal governo praticamente ininterrotto.
Le radici delle storie che stanno emergendo, grazie a una generazione di magistrati ai quali l'Italia non sarà mai troppo grata, e che pure sono usciti dalle sue Università disastrate e dalla sua società sgretolata - quelle radici, dicevo, sono affondate all'indietro di questi decenni, ricostruiscono la cronistoria di antichi scandali e di vecchie e delittuose malefatte.
Insomma, tutto si tiene, le guerre di potere e i fondi neri, la mafia e i conti svizzeri, i delitti misteriosi e gli affari sporchi, la falsificazione dei risultati elettorali e l'emergere di personaggi squalificati, l'arretramento ideale e sociale e la crisi economica.
E' tutto frutto di una medesima causa che per ora appare confusa e divisa in mille rivoli, ma che presto ci apparirà invece compatta e leggibile.
C'è stato si un complotto, durato decenni, ma non quello che oggi denunciano gli accusati: un complotto per tenere lontani dai posti che contano la gente per bene, le idee innovative, i movimenti più aperti, la cultura più appassionatamente civile.
Ora, questa congiura viene smascherata, un giorno dopo l'altro, e cadono i palazzi che la nascondevano.
Ancora un po’ di impietosa pazienza, e - senza raccogliere le minacce o gli annunci di panico - arriveremo alla svolta decisiva.
Insomma, questa Cartolina vuole dire agli amici che ascoltano: disfiamoci - pacificamente, s'intende - di costoro [...]

Non è pensabile che in Italia non vi sia la possibilità di un grandioso ricambio di classe dirigente, senza rivolte di piazza né assalti al palazzo d'Inverno. La gente c'è.
E quando il capo dello Stato dice che in Italia non è tutto tangenti, lo possiamo leggere così: quelli delle tangenti se ne vadano tutti, anche se semplicemente sfiorati, anche se soltanto complici silenziosi, o imbelli beneficiari.
Perché ora sappiamo che quei denari, quei milioni di dollari, hanno alterato la storia italiana, mutato i giochi delle maggioranze, influito sui risultati elettorali e sulle conquiste del potere, e in definitiva tenuto mezza Italia in un angolo.
Ora sappiamo che quella discriminazione è stata fraudolenta, è proprio da quella mezza Italia per anni sconfitta che deve venire il ricambio. Già perché gli scandali al vertice hanno poi innestato una cascata di microscandali, negli uffici, nelle carriere, nelle città. Ingiustizie, occupazioni abusive, carriere, prepotenze.
Ora, è il momento della rivincita (sempre pacifica, insisto): chi ha subito, può alzare la testa e dire legittimamente: adesso tocca a me. Disfiamoci, dunque, di loro. Di queste facce da squali che appaiono ogni giorno nelle cronache. Uomini che hanno rosicchiato le fortune d'Italia fino all'osso.
La scusa è che tutti sapevano? E allora se ne vadano tutti. Non resteremo orfani. La loro ultima presunzione è di nascondersi dietro le istituzioni, fingere che se si colpisce loro si colpisce la patria. Non è così. Anzi, sempre per dirla con Scalfaro, non c'è nulla di tragico: nulla di tragico, aggiungo io, se dopo mezzo secolo si cambia totalmente la classe dirigente.
Non solo i politici: ma guardate anche quei finanzieri, quegli imprenditori che hanno preso il malloppo, pagato qualche mancia e sono scappati. E ora piangono perché non si investe, o perché il denaro è caro o perché i sindacati..... Ma che tacciano!
Quegli imprenditori tangentisti hanno prima di tutto danneggiato gli imprenditori onesti, soffiandogli le commesse; poi hanno svaligiato l'Italia. Insomma, ci sono persone per bene in ogni angolo.
Basta con quelli che hanno accumulato fortune indebite, occupato poteri impropri, che si sono fatti largo a colpi di conti segreti... Sono sconfitti, sono in rotta, se ne stando andando. Cartolina, stasera, esprime speranza.

Un saluto, da Andrea Barbato

"inviata" l'11 febbraio 1993.

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